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Spettacolo La leggenda di Mòria

Compagnia Teatrino al forno del pane
Data:
08/05/2026, 09/05/2026 ora 21:00

Data

08MAG/2026
Evento ora 21:00
09MAG/2026
Evento ora 21:00

Descrizione

COMUNICATO STAMPA

LA LEGGENDA DI MÒRIA

Ballata di Beppe Mariano

Lo spettacolo in scena al Teatro Civico di Caraglio

 all’interno del cartellone della stagione teatrale Soffia nel Vento

 

Venerdì 8 e sabato 9 maggio al Teatro Civico di Caraglio alle ore 21 andrà in scena La Leggenda di Mòria la ballata di Beppe Mariano messa in scena dal Teatrino al Forno del Pane di Caraglio, regia di Maria Silvia Caffari con il gruppo Faia e il canto di Erica Molineris.

 

Lo spettacolo si inserisce come ultimo appuntamento del programma di Soffia nel Vento, la stagione teatrale di Santibriganti Teatro nei teatri civici di Caraglio, Busca e Dronero, composta da appuntamenti domenicali per i pomeriggi dedicati alle famiglie e serali tout public: un modo per stare insieme, ma anche per conoscere e riflettere su ciò che accade nel mondo.

 

La leggenda di Moria, è l'originale trascrizione di una antica storia delle vallate alpine, di origini presumibilmente occitaniche. Mòria è una vacca bizzosa, la più amata dal suo pastore, che si trova spesso a inseguirla per le vallate del Monviso, per i dossi della Provenza, fino a giungere al mare. Tutta la storia, pur nelle atmosfere incantate della montagna si rivela governata da una maligna 'masca'. Molti i significati della leggenda: la montagna e le sue borgate abbandonate, e laggiù il mare, due mondi diversi che distanti si ritrovano riuniti dalla nostalgia dell’uomo alla ricerca dei suoi tesori perduti. Smarrimenti e ritrovamenti, tempi di riposante consolazione nella felice e luminosa poesia di Beppe Mariano.

Nella lettura, alla voce principale si alterna, e a volte si aggiunge a eco una seconda voce, con l'avanzare della storia, per un effetto di narrazione corale.

 

Lo stesso Autore Beppe Mairano scrive della sua Leggenda di Mòria

 

“La storia a l’è bela a fa piasì contela, veuli che la conta?”: questo è il ritornello che tornava continuamente nel rapporto tra adulti e bambini, come un tormentone d’altra epoca. Quand’ero ragazzo, nessuno conosceva più quella storia. E tantomeno oggi. Cosicché il ritornello è sempre stato una presa in giro.

Eppure una storia doveva ben esserci stata…

Si trattava di una storia antichissima, tramandatasi oralmente per secoli finché si era persa alle soglie o dopo la prima guerra mondiale, con la modernità. Nessuno probabilmente l’aveva mai fissata sulla pagina con la scrittura. Ho voluto farlo io, una trentina d’anni fa, seguendo l’esile traccia di uno studioso. Pur fedele sostanzialmente alla trama, l’ho scritta nel mio stile, in versi, una prima volta nel 1972, e da allora riscritta più volte sia in versi italiani sia in versi piemontesi, sia anche in forma di racconto.

Storia fiabesca d’una vacca che vola e che, aizzata dalla masca del luogo, sfugge al suo pastore: il quale la rincorre disperato per le vallate del Monviso, fino al mare della Provenza (da dove anticamente i focesi, dopo aver fondato Marsiglia, pare fossero saliti alle nostre valli.

? curioso come questa storia, nata all’epoca stanziale della pastorizia, riesca a coniugare due mondi apparentemente antitetici: la montagna e il mare (che rappresentano in questo caso il proprio mondo conosciuto e la perdizione). Il pastore rincorre Mòria fino al punto più tragico, quando diventa testimone impotente della reciproca sventura. Ancora oggi pare che il pastore continui a saliscendere errabondo montagne non sue, incapace di ritrovare (ma qualcuno dice che non voglia ritrovare) la strada di casa. “Del resto ritornare dove? Non c’è più baita, non c’è più villaggio”.

La storia suggerisce inoltre altri motivi di riflessione. La vacca Mòria, civettuola e bizzosa sembra adombrare, per traslato, il ritratto misogeno della donna di quei tempi lontani. Chi lascia la propria terra si perde: sembra voler suggerire la storia sulla scorta d’un vecchio motto intimidatorio.

Il percorso che il pastore compie inseguendo Mòria, potrebbe essere lo stesso praticato anticamente dai montanari lungo quella che chiamavano la via del sale. La storia ha una verità, altri significati ancora. E sono certo che il lettore vorrà aggiungerne uno proprio.

Da anni la Leggenda di Mòria viene letta e rappresentata. Una delle prime volte è stato nel 1994 alle Giubbe Rosse a Firenze, diverse volte nella interpretazione del Teatrino al forno del pane “G. Buridan”, fino a oggi maggio 2026 con il gruppo musicale Faia.

 

 

LA LEGGENDA DI MORIA -  ballata di Beppe Mariano

Venerdì 8 e sabato 9 maggio ore 21,Teatro  Civico, Caraglio

Teatrino al Forno del Pane

 

interpretazione e regia di Maria Silvia Caffari

con il gruppo Faia: Floriano Brignone, Mario Cottura, Valentina Mellano e il canto di Erica Molineris
apparato grafico, suoni e luci: Desy Massa

parte tecnica, foto e video: Claudio Berta

 

Biglietti acquistabili:

ON LINE: su ticket.it € 8 + % diritti di transazione
IN CASSA BIGLIETTO UNICO  € 10

BIGLIETTI ON LINE   ACQUISTABILI ANCHE CON   CARTA DEL DOCENTE  e CARTA DELLA CULTURA E DEL MERITO

 

Per informazioni: www.santibriganti.it

 

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Santibriganti Teatro nasce nel 1992. La direzione artistica è di Maurizio Bàbuin.
La Compagnia rivolge una particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea, al teatro ragazzi e al teatro popolare d’arte, oltre a un’intensa attività laboratoriale rivolta a tutte le età. Crea, inoltre, progetti sociali specifici rivolti a persone con disabilità, richiedenti asilo, disoccupati. I suoi spettacoli sono stati portati in numerosi teatri in Italia e all’estero: Stati Uniti, Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Moldova, Serbia, Palestina.
Santibriganti Teatro collabora, da anni, con Teatranza - spazio delle Arti e della Persona ed è titolare della Residenza Municipale di Caraglio, di Busca e delle Valli Grana e Maira.
Tanti i progetti significativi della Compagnia sia a livello nazionale che internazionale: creazione di scuole e di enti di formazione per attori come LoStudio - master internazionale per attori e attrici, con la direzione artistica di Marco Lorenzi e in collaborazione con la compagnia Il Mulino di Amleto; organizzazione di rassegne, festival, kermesse,  curatela e gestione artistica e tecnica di numerosi teatri piemontesi. Forte la collaborazione e il sostegno da parte degli enti pubblici e privati come la Regione Piemonte e alcune Fondazioni bancarie regionali.

Molti i premi ricevuti sia in ambito nazionale che internazionale.

Santibriganti Teatro ETS è affiliata Arci ed è tra i soci fondatori del Comitato Emergenza Cultura.

 


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Pubblicato il 02/04/2026

Ultimo aggiornamento

28/04/2026 08:00




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