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Il Settecento

Nel 1740 iniziò la guerra di Successione Austriaca: i Gallo-Ispani invasero il Piemonte, alleato dell’Austria e nell’agosto 1744 assediarono Cuneo. Il 19 agosto truppe nemiche piombarono su Caraglio, incendiarono molte case, saccheggiarono a più riprese il centro abitato e la campagna e uccisero diverse persone. La strenua difesa di Cuneo, guidata dal barone Federico Leutrum, gli attacchi dell’esercito piemontese e l’avanzarsi della stagione costrinsero i nemici a ritirarsi.

Nel 1748 il marchese Ignazio Isnardi, difensore di Alessandria e poi governatore della cittadella di Torino, morì e il nostro paese passò a Filippo Valentino Asinari di S. Marzano che acquistò il feudo e il titolo; il figlio Filippo Antonio fu l’ultimo Marchese di Caraglio.

Nel 1789 scoppiò in Francia la rivoluzione. Nuovi concetti propugnati dalle menti più illuminate stavano diffondendosi tra i borghesi e gli operai che prendevano coscienza della loro dignità e del loro peso politico. Per stroncare il moto rivoluzionario che aveva dato origine a stragi ed eccessi ed impedire il diffondersi delle nuove idee, le monarchie europee intervennero militarmente contro la Francia. Il Piemonte di Vittorio Amedeo III, che partecipava alla coalizione, fu invaso e vinto da una armata francese, comandata da un giovane generale, Napoleone Bonaparte.

A Caraglio, dopo l’occupazione di Cuneo del 29 aprile 1796, i rivoluzionari nostrani bruciarono le patenti di nobiltà, sostituirono l’amministrazione comunale con un Consiglio di Municipalità, imbandierarono un olmo definendolo “Albero della Libertà”. Non tutti erano d’accordo con i giacobini e serpeggiava un forte malcontento che ad un certo punto esplose. I rivoluzionari furono scacciati e contadini armati batterono le campagne braccando soldati francesi isolati.

La reazione dei transalpini non tardò ad arrivare: il 14 maggio Caraglio fu saccheggiata, furono uccise ventidue persone, il comune dovette pagare una cospicua somma agli occupanti. Trascorsi alcuni mesi, dopo aver ancora ucciso altri quattro caragliesi, i Francesi si ritirarono poiché si stava avvicinando l’esercito austro-russo, ma Napoleone con la vittoria di Marengo (14 giugno 1800) ebbe nelle mani tutta l’Italia settentrionale e il Piemonte divenne una provincia dello stato francese.

Il sec. XVIII registrò un grande sviluppo edilizio: furono costruiti vari palazzi, si edificò la nuova chiesa parrocchiale (1779), il paese continuò ad ampliarsi ed acquisì l’aspetto che tuttora conserva nel suo impianto generale.

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